Demetrio Naccari risponde

Il Pd reggino e la situazione politica in città

In città come ha stravinto il pdl?

Distraendola, proponendo per esempio le chiacchiere della città che attraeva turisti mentre invece li mandava fuori per motivi non ancora chiariti. Reggio è tornata indietro, nessuna opera è andata secondo i cronoprogrammi. Il consenso è stato sostituito da un sistema elettorale perverso: chiunque aveva un giro di amici o parenti è stato candidato confermando le tesi di Cetto la Qualunque. Dopo l’orgia di candidati e liste Reggio deve decidere se votare il cugino e il vicino e quindi finanziare la casta o se per il futuro di ognuno è più importante decidere di ascoltare quello che il candidato ha da dire. Non si può vivere più di propaganda ai tempi della crisi.

In queste settimane si discute dell’ipotesi De Sena, c’è chi pensa che non serve un superprefetto.

Al comune è successo di tutto e di certo un uomo delle istituzioni equilibrato e responsabile come De Sena è difficile da criticare. Musi è il commissario e io ne ho rispetto. Mi pare che qui ognuno voglia fare il mestiere dell’altro, il segretario pdl vuole fare il segretario pd, i revisori dei conti fanno i funamboli, il candidato della pdl fa finta di fare il manager. Anche l’ex prefetto da quando fu mandato a Reggio disse di sentirsi un meridionalista e ha messo sempre le sue relazioni e la sua credibilità al servizio di Reggio. Certo c’è un non detto in alcune critiche: chi ha paura di una guida salda nel rigore istituzionale nasconde una cultura al di sopra non delle parti ma della legge! Il curriculum di De Sena può urtare solo alcuni ambienti e mi auguro che chi è stato inviato a criticare la sua candidatura non si candidi a rappresentarli.

C’è chi invece tiene a sottolineare che non è un reggino e dunque sarebbe troppo lontano dai problemi reali, lei che cosa pensa?

Sono reggini e calabresi e in che modo i deputati pdl che votano questo federalismo contro il Sud e il furto dei fondi FAS? Ci hanno di recente ridotto la quota di riparto del fondo sanitario, i trasferimenti per gli enti locali, gli investimenti in infrastrutture, i servizi ferroviari, sarà che i parlamentari calabresi sono tutti del nord o è un problema di responsabilità?

E Minniti sindaco, come pure aveva sottolineato la Gigliotti?

 Certo se Minniti decidesse di impegnarsi sul terreno locale non sfigurerebbe, ma facciamo il gioco di prima , voi chiedete all’amica Gigliotti che è di Amantea chi deve candidare il pd di Reggio. Marco se decidesse avrebbe tutte le carte in regola per fare il sindaco,ma le scelte sono personali, la città si può servire da diverse postazioni. Storicamente dal 2002 in poi sta diventando un gioco di società:  chi non vuole fare il sindaco glielo fanno fare, chi lo sa fare non glielo vogliono far fare, chi non lo sa fare glielo vogliono far fare!

Certo è che a differenza del Pdl, il Pd ancora discute, non è in ritardo? In fondo il Pdl ha già candidato Arena, lei che pensa dell’aspirante sindaco Pdl?

Il pdl ha scelto la continuità con Scopelliti per cercare di coprire gli esiti del falso modello , poteva candidare solo due persone di pari fiducia. La prima era Zoccali ma è un funzionario della Scuola Superiore, assunto con le cooperative della legge 25 che non avendo superato la preselezione per dirigente al Consiglio regionale ha avuto bisogno di una nomina fiduciaria per fare il dirigente, un po’ pochino. La seconda era Tino, il fratello di Scopelliti, ma una volta l’ha criticato in una intervista, era inaffidabile e volete mettere Arena che è commercialista per sistemare le cosette nel bilancio?

Ma Arena ha diretto l’Atam?

 Lo vogliono dipingere come manager invece è un dirigente di partito, un sub commissario, gioca a parole a fare il tecnico e stare sopra le parti ma neanche mi ha invitato quando ha presentato gli autobus che io gli avevo finanziato revocando e modificando una delibere regionale. Gli ho anche finanziato 1 milione di km in più l’anno e però dopo 2 anni ne ha utilizzato appena la metà. Ha pure acquistato la ditta Saja. Evidentemente ha un carattere mutevole visto che nel piano industriale la vuole mettere in vendita. Certo non sarà facile trovare chi se l’acquista! Dove sono le scelte manageriali? Perché alcuni si riempiono la bocca di sciocchezze e noi dovremmo crederci?

Parliamo di quello che a parer suo serve alla città.

Una classe dirigente credibile e onesta per voltare pagina dopo l’illusione e il fallimento del modello Reggio , per riprendere il cammino interrotto e ricominciare a trasformare la città. Oggi abbiamo meno turisti, meno opere pubbliche, più debiti, più tasse, più scandali, più asini in consiglio e in giunta, meno decentramento, chi parla di modello ha dei seri problemi e di certo disprezza l’intelligenza degli altri. Ci serve scegliere di costruire un nuovo vero modello, non fondato sull’autoreferenzialità. Devono sognare tutti non solo chi ha fatto i soldi col Comune, pensare con fiducia al futuro è un diritto collettivo non una prerogativa di chi è sodale col potere.

Scusi ma lei si candida?

Mi candido a continuare ad impegnarmi per Reggio e a rappresentare un’altra idea della politica rispetto a quella al potere. Mi impegnerò ancora di più non essendo candidato perché le mie parole e le mie azioni non sarà possibile delegittimarle con il fango della mischia che sembra essere l’unica interlocuzione che mi viene rivolta. Sono comunque a disposizione del mio partito che a livello nazionale mi ha incaricato delle Politiche di Sviluppo Territoriali nel Dipartimento Economia, mi sto impegnando anche in questo nuovo ruolo.

La gestione Musi del suo partito le va bene?

Non può andare bene un partito che è stato sabotato dall’interno come una scialuppa dove i timonieri praticano dei fori. Musi doveva ristabilire le regole, tradite da un gruppo dirigente nemico della cultura della generosità, primo dovere della politica di sinistra e pieni di un odio che può avere solo chi non ha niente da dire. Il suo compito è difficilissimo, lo fa con impegno. Apprezzo la sua disponibilità ad accettare un incarico che altri non hanno voluto. Spetta però a noi contribuire a far dare al PD un buon giudizio elettorale, le ragioni per dare futuro ad una nuova politica le esporremo presto ai calabresi ed anche a Musi.

 

 

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